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7842011756190051.jpg Data la difficoltà ad acclimatarsi da parte di alcuni esemplari, è opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali; sono ottimi per cercare di limitare la crescita delle alghe verdi filamentose nell' acquario.

Purtroppo accettano difficilmente come cibo altri tipi di alghe infestanti come le cyanobatterie.

Ai fini di un equilibrato e corretto allevamento della specie in cattività, bisogna ricorrere a mangime principalmente vegetale, utilizzando anche alghe finemente tagliuzzate, non provenienti necessariamente dall'habitat marino.


Alimenti sostitutivi o integrativi possono essere verdure, quali broccoli, spinaci, zucchine e piante acquatiche tenere.
Un ingrediente supplementare è il mangime secco commerciale di origine vegetale in granuli o scaglie.
La somministrazione di mangime animale (gamberetti, polpa di granchi, molluschi, artemie, ecc. ) non è da escludere a priori, ma è assodato che i risultati migliori si ottengono con l'ausilio di mangime di tipo vegetale.
Risentono della classica patologia dei puntini bianchi. Ma se la fase iniziale da esito positivo, l'allevamento non presenta più alcun problema.
Tali esemplari sono dei buoni nuotatori e pertanto necessitano di una vasca capiente munita di molti rifugi, importanti per evitare il contatto troppo ravvicinato con i pesci ospiti.
Acanthurus leucosternon è particolarmente ostile nei riguardi degli esemplari della stessa specie e di quelle affini, quali Acanthurus japonicus, Acanthurus glaucopareius e Acanthurus achilles.

 zebras.jpgProviene dall’oceano Pacifico ma soprattutto dalle isole Hawaii,pacifico, abbastanza robusto, adatto alla convivenza con quasi tutte le altre specie di pesci e con gli invertebrati.
Corpo di medie dimensione, quasi perfettamente rotondo, bocca piccola in cima ad un musetto tubolare, appuntito, pinne dorsale ed anale molto sviluppate in altezza, sul peduncolo caudale è ben evidenziato in bianco, lo scudetto tipico degli Acanturidi.

Pesce abbastanza delicato, è adatto alla convivenza con pesci di barriera di altre razze e con altri Acanturidi purchè di colore differente, preferibilmente Paracanturus Hepatus, Lo Vulpinus, Naso Lituratus, Acanthurus Lineatus.

Necessita di una vasca grande, in quanto nuota molto volentieri nel centro dell'acquario, ma anche di rifugi e nascondigli; con acqua ben filtrata ed aereata.
 Resistente alle malattie ma soffre per i valori eccessivi di nitrati e fosfati e per il PH basso, sono pertanto consigliabili cambi parziali con sifonatura del fondo, trattamenti con ozono ed aggiunte regolari di oligoelementi e vitamine.

 

Abbastanza adatto agli acquari con invertebrati

Pesce appartenente alla famiglia degli Acanturidi, proveniente da tutto l'oceano Pacifico, di media dimensione, molto colorato e robusto, adatto alla convivenza con pesci di barriera di altre razze e con altri Acanturidi, purchè di colore differente.

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Corpo molto appiattito, allungato, la pinna dorsale si estende per quasi tutta la schiena; livrea molto colorata, colore di base azzurro scuro, con una macchia nera a forma di chela di granchio sul fianco, pinna caudale gialla, pinne bordate di nero, lo scudetto tipico dei pesci chirurgo è presente ma poco evidente
Preferisce una vasca grande, in quanto nuota molto volentieri nel centro dell'acquario, ma anche di rifugi e nascondigli; con acqua molto ben filtrata ed aereata.
 

Si consiglia l’acquisto di esemplari giovani, più facili da acclimatare, ma soggetti alle infezioni cutanee e all’incompatibilità con pesci più vivaci. Per favorire l’acclimatazione è consigliato introdurre l’esemplare in una vasca arredata con rocce vive, in modo tale che il pesce possa nutrirsi di alghe naturali. Difatti questo pesce chirurgo è un ottimo pulitore di alghe filamentose d’acquario. Per integrare la dieta è opportuno ricorrere ad altri tipi di alghe finemente tagliuzzate ed alimenti vegetali sostituitivi come spinaci, zucchine e piante acquatiche tenere. Il pesce potrà accettare anche mangime secco di origine vegetale a scaglie o in granuli, si ricorda che tale cibi costituiscono solo un alimento supplementare alla dieta dell’animale.

Non è da escludere la somministrazione di cibi di origine animale come artemie, gamberetti e molluschi.

Una volta acclimatato, l’allevamento non presenta più grossi problemi. Sono però suscettibili alla malattia dei puntini bianchi ed a infezioni di tipo intestinale.


 


La maggior parte delle specie di questa famiglia vive  nei fondali tropicali dell'Oceano Indiano e del Pacifico
Gli Acanturidi vivono nella barriera corallina, poche specie sono rintracciabili a grande distanza dal reef.

 

Gli Acanturidi sono pesci fondamentalmente territoriali,che si aggregano per opportunismo.

In acquario Acanthurus spp. Si rilevano generalmente intolleranti fra loro e per allevarne due o piu’ individui insieme ,anche di specie diverse ma affini, è neccesaria una vasca a partire da 300 l ,e ricca di nascondigli costituiti da rocce e coralli.

Durante l’acclimatazione iniziale questi pesci risultano sensibili alle parassitosi cutanee.

L’alimentazione di questi pesci è prevalentemente vegetariana , a parte un paio di specie.Come tutti i vegetariani questi pesci mangiano continuamente  e sponstandosi  senza sosta in cerca di cibo bruciano molte energie.richiedono quindi in vasche non troppo ricche di alghe l’acquariofilo dovrà nutrili più volte al giorno variandone il più possibile la dieta altrimenti si rischia di vederli deperire.

Come complemento alla loro alimentazione oltre alle alghe presenti in acquario, è indispensabile nutrirli con mangime sotto forma di scaglie per pesci marini,verdura cruda o cotta come lattuga,spinaci,zucchine ecc

Vanno bene anche alghe secche,mangimi surgelati ,artemie,dafnie mysis ,chironomi  larve di zanzare.

Buona parte degli acanturidi sono di costituzione robusta e come già detto possono essere longevi,dai 5 ai 10 anni


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